“SENZA TITOLO”

Dedico un altro effetto ad un
difetto di cuore, diradate suore
uscite da un convento, m’affollano
amori strani che sento mentre
m’assento, trasale sgomento
l’appoggio, sbatto il mento.
Ammetto solo adesso d’aver detto
e fatto, alla scoperta d’un detto:
disinfettare l’anima con un pentimento!
Indegno è questo mio affanno
infetto, m’aspetto altro da quello
che ho scritto non un solo accenno.
Insistere senza poter smentire
cercando qualcosa da fare, evitando
possibilmente di parlarne male.
Sale la smania di sole, sale del
mare che secca le mie parole,
acqua dove s’impiglia un colore
dove s’arresta l’ardore e batto il
tempo sullo scatto: in un attimo.
A suon di preghiere faccio incetta
di prove, euforico abbocco, preso
dall’amo del dolore e casco in
ginocchio sbagliando tutto!
Infine mi butto: esco ad esca ed
esce la stessa impressione legata
al disegno di disfare me stesso e
adesso nel ventre della balena
ritrovo la mia solita vena:
riaffiora geniale la lena che deforma
la pena, confonde un riflesso, mi
specchio e rido da matto.

Marzo 2004