Attendere, attesi, attendo:
quando potrò sentirmi atteso!
Aspetto diverso segno da una
scrittura parlante d’appeso!
Sanno di disputato senno quelle,
almeno, fatte in falso rigo.
Lettere amare agganciate al
melos, amore strano e disatteso.
Conciliato sonno appena preso
presto ti sogno e più presto
mi stano, parlo da solo e non
mi sembra vero: m’astengo di
rigo in rigo, col cuore in mano!
Capito a fagiolo pratico un
mestiere raro, redattore capo
d’un aderente destino che dalla mano
si legge, nell’edicola del mattino.
Dicembre 2004 / 4 Gennaio 2005
