Quanti cerchi… tu che cerchi?
Cerco di stare bene.
Vado al circo e all’incirca alle sette
esco, ma non sono a mio agio, cado
sul gradino, cado e sbatto nel vicino.
E’ uno sconosciuto della cerchia più stretta.
Certo e poi incerto.
Prendo fiato, do commiato al gruppo,
poi c’intruppo! Bella serata stesa a stuoino,
faccio il carino, il convenevole… un po’ da disabile.
Paragonabile a te che leggi. E poi troppi florilegi senza pregi.
Correggetemi se sbaglio.
Pesi casualmente appesi.
Passi falsi mal appresi, fatti indietro e a caso.
Travaso me stesso in un’ampolla a mo di fiele.
Distillo il fato all’uncinetto.
Provo a filtrare il tempo
sparando l’anima al vento!
Che faccio adesso..che faccio?
Faccio il teatro creato. Adesso.
Una maschera sul cesso ma di gran successo
En travesti sul trespolo come un uccello
e il bello deve ancora venire, facciamo
a gara per non sparire, per vivere meglio.
Costumi, abiti, corpetti,
giustacuori, orpelli, cappelli, guanti, veli, stoffe, colori
sguardi, odori, timori, parrucche e amori e giacche, visiere
uomini, donne. E poi cos’altro? Quasi tutto il resto:
le mani, le labbra, le parole, le ombre e ancora molto
altro, tutto quello che non ho detto e resta fuori.
Settembre / Gennaio 2014