IN FEDE

Ad un nesso incorporo
Iato emesso adesso, cosicché
In porpora fisso l’asso e
L’indosso ad elmetto
Avvezzo ad esser grato.
Stessa carcassa ad esso
Incollata, chiassoso chiasmo
Sembrava il meno che
Potessi fare, l’abbraccio fatale
All’osso ossidionale, ridotto
A scheletro, prevale il fiato
Corto e meno male. Graduale
Ernia labiale mi sento eletto,
Commosso in diagonale.
Ammetto ed ammicco un vezzo
Però anticonvenzionale; senza
Senso eppure sensazionale.

M’ammazzo d’ozio, asfissiò
Di scorcio e sotto, sotto un po’
Nasale, son mezzo vuoto ma:
Mi pigliasse un colmo!

Cardiopatico cardinale mi
Benedice a sfida e sguaina
L’aspersore. Ricordo umido ma
Ben augurale! E’ passato un
Secolo, scolando i mesi sul davanzale
Sgrassando peccati al confessionale.
Battaglia navale fra chierichi.
Agnostici pareri sapidi di fede
Insidiano spropositi “de spirituale”
Sparando alla nuca con mira micidiale,
Frati carmelitani che miracolano
L’anima anche ai cani.

Marzo / Agosto 2010