CANE

Vedo ossa rincorse da cani
Plausibile vociare per sentito dire
Fare discorsi senza parlare
E non avrei nulla da invidiare
Al più banale morir d’amore
Come un attore ma poco attuale.
Me la spasso fra i sassi, su di uno scoglio
Palcoscenico fluido ma niente male
E’ questione di ore per il gran finale
Atto unico, una sequenza infernale
Dissuado il medico che mi vuol visitare.
Passamanerie dei passanti e
Passeri a frotte, uccelli invernali
Analgesici vortici per il mio guardare
Simili a passeggeri seri su peri
Patetici e senza sfruttarne la scia
Volo fra alberi squallidi, con poco
Colore: far away ho fiutato il dolore.
Odo lascivi indumenti frinire
Visioni sonore create dal vento
E m’invento un odore parziale
Forse un ricordo salmastre di mare
O trame strettamente intessute
Sorvegliate da un lato, riprese di
Fianco, barattate sottobanco da
Cinofilo e con lo sguardo vuoto
Abbaio al primo che passa e come
Rin tin tin torno alla riscossa in preda
Alla rabbia fra parole di carne
Investo sul mio passato e sono
Convinto che non ci sia mai stato!

2016 / settembre 2017