FIGURE CELESTI

Baluardo di figure celesti
sul mio spazio a volta
abside di spalle ricurve
catino la schiena e sacra
come il suo osso, commosso
a volte lo sono. Dipinti
veli elevano l’animo,
e dal basso, su ridde di
voci, saluti veloci
benedicono il tempo
che ci resta. Ma ho più
vera protesta alla vita,
tra contrade di fedi
il mio altare è addome
testimone penoso al
fervore e fino alla fine
è colori affianco a dolori;
stuole di salme, santuari
icone reali toccabili
corpi di santi inguardabili.
Pubbliche preghiere sopra
incessanti confessioni,
illusioni sparate nel vuoto
ed ancora mancanza
oppressiva presenza è
squarcio che odora di
incenso, splendente bellezza
l’inerzia di ore, lucore
contemplato dai miei occhi
testimoni dell’ incanto
di salmodie letterarie
che m’hanno acceso
consacrato beato.

Luglio 2000