“SENZA TITOLO”

Un’aria sperimentale
mi aggrottava le ciglia
m’agitava la maglia.
Vaniglia di mani e di ghiaccio;
poraccio il silenzio zittito
m’indosso compreso male
tumefatto subisco l’impatto.
Vorace tratteggio la vita
dopo il plantare che calzo
mi guardo alle spalle e
col cazzo apro il giornale!
T’ho vista passare. Fare tutto.
E tutto fare mi moltiplico
ingoio un giorno squisito
col dito di prova o quello di
scorta, con uno sguardo preciso.
Con un osso come un cane
trascorro l’estate, resto al caldo
senza amore e senza fame,
con la finestra che mi guarda male.
Decido il percorso, il luogo
fatale anche se adesso parlo a stento
anche se non resto in silenzio.

Poi esco dalla stanza
Con innata consapevolezza
Con infinita speranza

Maggio / Giugno 2012