DÉJÀ NU

Questa è la rosa
Meravigliosa sposa
D’un giardino d’infanzia
E non è cosa di sapere
Lei cosa spera.
È sera preziosa notte
Trascorsa miliardi di volte,
E’ un “dèjà nù” fatale che
Non lascia passare il presente
Che non è mai attuale:
Non è niente.
La distrazione m’accade
Nella memoria con un rituale
Raro, banale, convinto appena,
Omoeroticamente sano.
Forse autoreferenziale.

Giugno / Settembre 2002