Avvenimento inquieto quello che ci piglia
e proposte non vaglia chi spera:
filosofia della lingua in pastiglie,
risvegliata meraviglia e goduta per miglia.
Sotto il vetro una donna e nel quadro
forse un’altra figlia, sistemazione
apparente, ingordigia che non sbaglia.
Sapienza critica o biglia scagliata
contro un colore terso si staglia,
cosa ci interessa, cosa c’imbriglia?
Illusioni metafisiche, irrealtà
pratiche o pratiche del reale
metafore del dissenso, spostamenti
d’ umore e consenso allegorico.
Baluginìo discorsivo dà pathos
evocazione rara riaffiora odora
di senso; decentrati bersagli a caso.
Eppure è veemente il travaglio
accattivante il cipiglio, ecco
passion-fruits irrompe, accatastati
oggetti nel lago degli occhi danno
un formato verbale, riconnotano il
labiale come enigmi allo specchio
conformano a briglia dittonghi assenti
ventagli di brevi allungate, miliardi
di casi banali capolavori venali svenati
dall’anima come fermagli sui muri.
Agosto – Ottobre 2000