GIOSTRA

Battaglia a me m’è cara
Che dell’aspra lotta
S’è versata amara
A casa serba illesa
Annosa bava di costretta
Cosa, perplessa effigie,
Termale cura che nell’incorsa
Sera lascia melmosa traccia
(di un’esistenza fiera).
Eppure tutto è vanità
Tutto è memoria, la falsità
Dell’oggi presto s’avvera
Appetitosa ghiera girata
A caso insospettita uscita
Allenata giostra.
Assenso ingerito dallo
Presto, assenzio speso
Guarisce appena: costa
Pensare bene costa
L’attesa quando tutto è
Chiaro sbagli l’intesa.
Quel che c’è di sano sembra
Menzogna bello è solo
Inganno e il brutto l’agogna.
Scarso è questo amore
Scarsa la presa, piallata
Figura allo sguardo dilegua
D’anima in ombra per poco
Sorpresa, breve il dolore
E più corta la pena.
Ritorno dov’era invito
Rincorro la vita vera.

Marzo – Maggio 1999