CREMA DA LABBRA

Acerbo sòrite dispersivo acervo
florilegio senza silloge di
trascrizione e bell’agonia del
fiato, giustacuore di parole
indossato a naso, aferesi del caso
vischioso tempo apparso protervo.
Epanalessi non lessi sulla palpebra
parodica, ma sotto, nell’occhio
epopea del mondo. Nascondo il motto
dico il già detto: un confetto di
frasi, metàtesi dialettali: disegni
o dipigni? Leggeri quadri di rime
pigre bambine in riva all’estate.
Pomate di senso spalmate sul pane
catarsi e catrame, ma respiro
già meglio e il risveglio é infame!

Ottobre 1999