CANTO DOMESTICO

Sul limite di due opposti traccio un segno
che si perde nell’ossimoro d’intenzioni
banali sfoggiate a festa. Accezioni
di superfici che tralascio ad altri
supposti occhi e pretendo mostrare.
Rincorrendo sfuocati cigli che a spigolo
irrigidiscono il pensiero nella
aderente pausa della distrazione.
Come svampita donnicciola che si specchia
sottraggo sguardi ad un tempo
ladro a sua volta d’ore profique.
Spiattellando per quella colazione
il miglior servizio, senza badare a spese
e convogliando le mie pretese sotto
mentite spoglie. Sui lati d’un niente
colloco due opposti che sembrano
riflettersi nella lingua di oggi.

1994