DIETRO L’ESTATE

Più nascosta alga ricordo
Dietro l’estate apparsa sull’acqua
Senza ombra di tracce infondo
Del mondo cospicue facce.
Il caldo (davanti) sembrava spostare
Parole di sabbia, gabbia di
Muse deluse da me.
Perché penso qualcosa?
Affinché tocco la rosa,
Ospite della stagione esaltata
Dal vento, spavento che
Non m’aspettavo più.
E non attendo l’amico scomparso
Dietro la prossima, e senza,
L’ennesima risposta.
Perdo esaurite rime e miro
Melliflue condoglianze, incollo
All’alibi in difetto perfetto
Verbo declinato in frase.
Opere di musica, deodoranti
Note, sensazioni immote
Che non commuovono solo me.

Febbraio – Marzo 2000