ROMA

Ancora città bollente
E bagnata d’acque Roma morente
Perenne agonia di quest’occhi
Versatile meta ancora;
Sopporti me e tutti.
Labilmente sensuale rincorsa
E ingrandita d’incanto
E incantato ai tuoi piedi
Solo e sola; non esisti?
D’afosità calda la lingua
Che non sul dente batte
Ma sul dolto nostro guardare
Bellissima ti vedo, ancora;
Sento, specchi sonori, le voci
A migliaia si moltiplicano
Stratificano come un monte
Ma non di cocci e come un colle
Che della memoria ti fa capitale.
Eppure sono perso in queste
Strade già tutte conosciute
E meravigliosamente nuove
Essere altrove o quà, che importa?
Invasa e invasato di te
Vorrei sparire come tutti
Per vivere quì per sempre.

Agosto 1999